Giornalisti, non Rambo con carta e penna

Abbiamo già parlato del mestiere di reporter in tempo di guerra, qui con l’articolo di Filippo di Robilant che fornisce il suo punto di vista e qui con altre considerazioni sulla vicenda Mastrogiacomo e suo entourage. Prendo spunto dal giornale di oggi sul quale c’è un articolo di Silvia Marchetti (che potete scaricare qui in quarta pagina [se invece volete abbonarvi gratuitamente a L’Indipendente andate qui invece 🙂 ] ) in cui il fuoco è puntato sulla formazione ricevuta da chi si trova a fare giornalismo nei terreni caldi. Queste persone di solito non vengono mandate allo sbaraglio, ma affrontano, prevenitvamente, dei corsi speciali molte volte patrocinati da formazioni militari. è per esempio il caso della Scuola Superiore Santanna di Pisa che organizza un importante corso di peacekeeping in collaborazione con la Folgore. La frase che sintetizza in maniera eccellente e inquadra la figura del reporter di guerra nel suo spazio vitale è stata pronunciata da Andrea de Guttry, responsabile del corso sopracitato:

 «Noi non formiamo dei rambo ci limitiamo a trasferire agli inviati il bagaglio di conoscenze necessarie, perché oggi devono essere maggiormente consapevoli dei pericoli a cui vanno incontro. Sono diventati oggetto di interessi e devono trovare un giusto equilibrio tra la ricerca della notizia e il non contribuire a inasprire il conflitto.»

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2 Responses to Giornalisti, non Rambo con carta e penna

  1. cosimo ha detto:

    A proposito di giornalismo in tempo di guerra,

    Stefano Savona, regista e documentarista italiano, è stato il primo europeo a entrare nella Striscia di Gaza con una telecamera, il giorno 14 Gennaio. I video che sta realizzando sono on-line sul sito web http://www.dagaza.org, una web tv di Pulsemedia.

    Il progetto dagaza.org nasce con l’obiettivo di documentare sul lungo periodo quanto sta accadendo nella Striscia di Gaza, per proporre un punto di vista indipendente e stimolare riflessioni più profonde e autonome sul conflitto.

    Andate a vedere i servizi su http://www.dagaza.org.

  2. I understand that those are the products designed by manufacturers to
    make them money and if they are endorsed by winning popular professionals, sales will be high.
    All spaceship game leveling systems are designed slightly differently, but there are some general concepts that
    apply to all games in this genre. But what happens when a player runs out of race tokens.

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