Ho voglia di te visto da un genitore celebre. Casa Banfi

Partita già qualche settimana su L’Indipendente cartaceo, la rubrica di Alessandro Banfi, vicedirettore del tg5 , sbarca sul blog. Ecco cosa ne pensa di “Ho voglia di te”.

Ebbene sì il ciclone Moccia ha toccato anche casa Banfi. Non poteva essere diversamente, visto che la mia seconda figlia ha quasi 13 anni e sta per finire la seconda media. Siamo finiti in pieno target. E io personalmente sono finito in coda in mezzo agli adolescenti al botteghino del cinema, due sabati fa, ore 14 e 30, all’apertura delle casse. Ci sono tre compagni di classe di mia figlia che devono ancora restituire i soldi anticipati. Cose che capitano. Gli altri fratelli, due più grandi e uno più piccolo, ironizzano parecchio sui libri di Moccia e sulle frasette in “moccese” che proliferano nel mondo delle scuole medie e a casa nostra. Si legge sui muri delle loro scuole: “La nostra storia è troppo grande per finire…” eccetera eccetera. Il mondo sentimentale degli adolescenti è fragile e incerto, e trova nel linguaggio e nei modi stereotipati imposti dal fenomeno dei libri dello scrittore romano un riferimento sicuro. E quindi nessuno si mette i pantaloni, ma i 501 della Levis, nessuno più si chiama con il suo nome intero ma con delle abbreviazioni che a noi suonano buffe e a volte patetiche. Bibi, Ecca, Dili… ma che cos’è una formazione straniera?
E poi parlano tanto di amore eterno, mettono i lucchetti a Ponte Milvio come il loro idolo Scamarcio, ma le loro storie sentimentali sono volubili e un po’ goffe, com’è giusto che sia a questa età. Ma allo stesso tempo sono complicate dal sesso subito, che la nostra società inculca fin dalla più tenera età e da una seria mancanza di punti di riferimento, a cominciare dai genitori. Non ci sono criteri di fondo, non si coltiva la sana inquietudine giovanile basata sulle domande eterne e vere per tutti, da Platone ad oggi, del tipo “Chi sono io?”. L’adolescenza diventa una fascia consumistica, battuta con intensità dalla televisione (che poi viene regolarmente snobbata dopo i 16 anni), da Internet, dai telefonini, dalla moda.
Moccia è una specie di padre adottivo per questa generazione. Che supplisce alla mancanza di rapporto con gli adulti, in gran parte assenti perché distratti, lontani, impegnati in mille altre cose. Li fa leggere e questo è importante perché di solito a questa età pochi leggono. Ma che cosa li fa leggere? Che modello propone? Una vita piatta, superficiale, sentimentale, fatta di marchi di moda e di nomi abbreviati. Di immagine e di apparenza. A volte mi viene da ringraziare il vecchio buon Disney ché almeno in Disney Channel e nei suoi film ci sono dei sentimenti autentici, dei buoni propositi, qualche valore. Droga, fumo e sesso non sono una figata da grandi. Nel nuovo cinema italiano di successo fra gli adolescenti, non c’è neanche questo. E’ bene che i genitori lo sappiano prima di sborsare i 7 euro e 50 per il cinema il sabato pomeriggio, pop corn esclusi. Alessandro Banfi

Hai domande, dubbi, curiosità, commenti? Scrivi a Casa Banfi . Il giornalista risponderà qui sul blog

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6 Responses to Ho voglia di te visto da un genitore celebre. Casa Banfi

  1. […] buttano nel cestino insieme al sacchetto dei pop corn. I genitori che ne pensano? Un esempio qui, parla Banfi. Il successo di Scamarcio e della Chiatti è comprensibile, sono anche bravi attori. Ma come si fa […]

  2. G.L. ha detto:

    Francesco, come ho scritto sul mio blog (colgo l’occasione per invitarti a leggere il post), forse è il cinema in sé ad attraversare una crisi. In particolare quello italiano, i cui autori appaiono stanchi e assuefatti da modelli televisivi, mentre i critici, beh sparare sui critici è impietoso. Non è Moccia il problema, ma i “mocciosismi”, non trovi?

  3. Francesco Lo Dico ha detto:

    Hai ragione Giuseppe. Ho letto il tuo post e lo trovo molto sensato. Il grande problema è che i registi che avrebbero qualcosa da dire sono stanchi di dirlo a tre quattro persone in una sala d’essai, e perciò anche quelli meno mocciani si sono assuefatti alla fiction nella speranza che della loro originalità resti una traccia. Che spesso però, siamo caritatevoli, è quanto meno labile. Almeno quanto quella dei nostri critici, ormai ridotta a bava di lumaca sul grande broccolo marcio del cinema. Gli basta brucare paciosamente, nel loro guscio a base di incassi e celebrazioni d’obbligo, che valgono articolo più lunghi e seconde vite più accattivanti sui blog. Nel rispondere a un commento qui ho elencato i primi 10 film italiani dignitosi che mi venivano in mente a proposito di giovani e rappresentazioni non banali. Dagli un’occhiata. Parliamone

  4. G.L. ha detto:

    La lista è ottima, anche se aggiungerei film quali “i Cento Passi” o “Gli angeli di Borsellino”, un capolavoro sulla scorta del magistrato troppo spesso dimenticata. Non faccio parte dell’antimafia militante, ovvio!, ma da siciliano sento particolarmente l’asfissia sociale che Cosa Nostra ha imposto alla mia terra. E mi fa specie vedere che c’è gente che preferisce gli pseudo-documentari su Dell’Utri…
    A proposito di questo genere tornato alla ribalta, vorrei da te due parole innanzitutto sulle opere politicamente impegnate (Deaglio, la Guzzanti, Moore, ecc…), ma – a mio giudizio – cinematograficamente inutili. Infine anche un commento su Gore e l’ambientalismo democratico d’oltreoceano.

  5. Banfi ha detto:

    Mocci fa il suo mestiere, gli attori pure. Il problema è saper smontare il meccanismo. Esserne consapevoli.

  6. […] Mar 31st, 2007 by simplyvolley Ho voglia di te visto da un genitore celebre. Casa Banfi […]

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