Second Life uccide chi non paga

Un piano di contingenza speciale per garantire la sopravvivenza di più di tre milioni di persone fa sempre notizia. Anche se non viene adottato nel mondo reale. Non stiamo parlando di misure anticalamità prese in seguito alla minaccia dell’uragano Katrina, ma del sovraffollamento nel mondo di Second Life. Non c’è appassionato di internet che non conosca la comunità virtuale tridimensionale più famosa della rete. Il successo è tale da aver richiamato anche l’attenzione di chi ignora i misteri del www. Ormai tutti sanno che nel regno digitale creato da Linden Lab si possono fare soldi veri e che grandi marchi – Ibm, Adidas e Reuters, solo per citarne alcuni – hanno aperto delle succursali fatte di bit. La verità è che da qualche giorno , il privilegio di vivere in un universo parallelo si paga. E anche a caro prezzo. Non servono eufemismi: la vita virtuale sta diventando giorno dopo giorno, un’esclusiva riservata ai soli nababbi di Second Life, utenti che posseggono grossi appezzamenti di terra virtuale e che mensilmente versano una decina di dollari per potersi connettere alla community. Non
c’è verso, tutti i poveri dovranno accontentarsi della normale vita in carne e ossa. In seguito alla crescente espansione della popolazione virtuale, la rete di computer che deve gestire le interazioni tra gli abitanti del cyberuniverso ha iniziato a fare cilecca. Rallentamenti e cali di prestazione del servizio sono andati a interferire con il normale trascorrere della vita nel secondo mondo. A tal punto che la casa produttrice è dovuta ricorrere a un piano di contingenza per la conservazione della popolazione virtuale. Congelamento delle iscrizioni e sospensione del servizio per tuttigli utenti. In un primo momento il provvedimento sarà applicato senza distinzioni a tutti gli appartenenti alla community, poi sarà il turno dei nullatenenti. Un blackout forzato per motivi di manutenzione, e dopo un paio di ore quegli schermi che più di una volta hanno mostrato comizi virtuali, concerti e transazioni per l’acquisto di terreni in valuta digitale, resteranno tristemente spenti in attesa di poter ospitare di nuovo gli alter ego di tutto il mondo. Quando si accenderanno di nuovo per i cittadini meno abbienti ci sarà una sorpresa :la loro seconda vita appesa a un filo. Relegata in momenti di traffico leggero, cesserà senza preavviso quando crescerà l’afflusso di cybercittadini di serie A. Anche la legge di Second Life, isomma, non è uguale per tutti.

Annunci

4 Responses to Second Life uccide chi non paga

  1. Signore Iredell ha detto:

    E’ davvero una forzatura riportare in questo modo i provvedimenti presi da Linden Lab. E ve lo dice un “cybercittadino di serie B”. Ho passato sei-sette mesi in Second Life studiandola a fondo.

    Basta aver speso UN dollaro in tutta la propria “seconda vita” per rientrare in quella categoria di utenti a cui NON viene ristretto l’accesso neanche durante i momenti piu’ affollati. I nababbi non c’entrano, dunque.

    Gli utenti non sono “3 milioni” – gli account aperti sono 4 (milioni), ma i giocatori abituali sono circa un decimo di essi.

    Nessuno viene “ucciso”, nessuno rimane appeso a un filo. La stabilita’ nell’accesso a Second Life non e’ mai esistita, proprio per la crescente espansione della sua popolazione a cui si accenna nell’articolo.

    Volendo restare su un tono drammatico sarebbe stato piu’ corretto dire che a tutti -giocatori paganti e no- e’ capitato di morire – di vedere morire l’avatar di un altro giocatori con cui si stava parlando – di vedersi implodere l’intero mondo di Second Life.

    E’ interessante osservare questi tentativi di imbrigliamento di Second Life, con cui ci si sforza di ricondurre uno strumento (e un ambiente) dalle caratteristiche ancora non ben delineate alle dinamiche della societa’ reale.

  2. Lorenzo Grossini ha detto:

    Forse un po’ di drammatizzazione eccessiva data la freschezza della notizia (si parla di un mese fa e quindi anche i dati aggiornati a quel periodo).
    Ciò che mi stupisce di second life (bada che per ora le mie visite sono state sporadiche e nn ho potuto saggiarlo appieno) è che alla fine ci si trova di fronte a un ambiente che potrebbe essere paragonato al web, semplicemente in versione 3d mi spiego. Se sul web per andare su un sito si digita un indirizzo, in SL ci si teletrasporta, quindi la cosa è simile, in più se si vuole si può fare una passeggiata per raggiungere con tranwquillità al location e vedere gli altri siti per così dire. Questo rappresenta una possibilità a livello commeciale non indifferente. Direi che è proprio per questo che le società continuano sempre più a investire sul virtuale. non c’è da dimenticarsi che fino a dieci anni fa, quando durante gli spot televisivi facevano capolino i primi indirizzi web, sempbrava stupido che una azienda potesse avere un sito, non succede lo stesso con le sedi in SL? Delle comode vetrine per mostrare il prodotto e avere feedback dal consumatore.
    Tutto ciò analizzando SL da un mero punto di vista di mkting tralasciando quindi tutta la parte di interazione sociale che sta dietro.
    Yop!

  3. Dario de Judicibus ha detto:

    Second Life sta passando, come tutte le tecnologie, dalla fase di Hype 2 a quella di Hype 3. Il ciclo di Hype ormai caratterizza tutte le nuove tecnologie, primi responsabili proprio i media che tendono sempre a gonfiare e drammatizzare ogni notizia finendo per diventare da spettatori passivi a elementi proattivi che influenzano ciò che dovrebbero solo raccontare. Una sorta di principio di Heisenber applicato alla società. E’ successo per la TV, poi per Internet, ora per SL. La stampa non imparerà mai 😦

    Pochi purtroppo capiscono l’importanza dello sviluppo di ambienti immersivi finalizzati all’interazione sociale. Non è SL ad essere importante, ma il nuovo paradigma di interazione. La 3D Internet si trova oggi più o meno allo stesso punto nel quale si trovava Internet all’inizio degli anni ’90, e il Web 2.0 agli inizi del millennio. Ci vorranno due o tre anni per portare questa tecnologia a un livello di operabilità e interoperabilità decente. Dopodiché i vantaggi saranno evidenti anche ai non addetti ai lavori.

  4. 21st birthday ideas ha detto:

    It is that slightly creepy, Barbie doll whose legs sit
    inside the roll of toilet paper, her usually crocheted skirt hiding the spare TP roll.

    This day, minimum of 100 lamps and maximum of 1 lakh lamps are
    lighted. Three, have some fun while searching.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: