Campagna elettorale in ateneo

Il candidato sindaco di Lecce Antonio Rotundo ieri ha messo a segno un gran colpo. Fare campagna elettorale direttamente in uno storico feudo del centrosinistra come l’Università del Salento non è da tutti. Il chiacchierato rettore Oronzo Limone gli ha spalancato le porte accademiche per un incontro pubblico e sono scoppiate le polemiche. « Un gravissimo episodio di malcostume elettorale, degno del peggior regime – ha commentato ieri Saverio Congedo, consigliere regionale e capolista di “Progetto per Lecce” – ma quel che è ancor più grave e suscettibile di valutazione anche extra-politica, è che la Rsa dell’azienda ha invitato a partecipare tutto il personale docente, ricercatore, tecnico-amministrativo, precari, lettori eccetera, annunciando che sarà riconosciuto il relativo permesso sindacale». Un’iniziativa che certo, in luoghi tradizionalmente “neutri” come gli atenei ha pochissimi o forse nessun precedente. «Svolta negli orari di lavoro, mette a repentaglio l’ordinato svolgimento delle attività universitarie con evidente danno per studenti che potrebbero non essere affatto interessati alle elezioni comunali del capoluogo – ha proseguito Congedo – e magari ancor più alla candidatura in questione, in un palese, gravissimo abuso di un istituto che riguarda tematiche relative alle condizioni di lavoro e non certamente campagne elettorali di partito. Siamo di fronte ad una sconcertante prova di arroganza del potere, di totale assenza di rispetto per l’imparzialità delle istituzioni, che la dice lunga sulla reale cultura democratica della sinistra leccese e del suo candidato». Ma lo sconcerto del consigliere regionale, si rivolge soprattutto al Magnifico, Limone, certo non nuovo ad aperture verso il centrosinistra. Vicino l’anno scorso alla candidatura per i Ds, e poi a quella per Rifondazione, il rettore dovette poi rinunciare a causa delle ombre che avvolsero suo figlio, professore ordinario a tempo di record. E altrettanti sospetti destò la partecipazione dell’ex br Renato Curcio a due manifestazioni organizzate dall’ateneo salentino lo scorso gennaio. Polemiche e accuse cui Limone oppose la «libertà d’espressione e l’indipendenza del sapere universitario dal pensiero politico». Dello stesso tenore la replica che il Rettore ha indirizzato ieri pomeriggio al consigliere Congedo. «L’incontro del candidato sindaco è un’iniziativa assolutamente legittima che le organizzazioni sindacali hanno deciso di attuare nell’ambito dell’autonomia garantita loro dal Contratto nazionale di lavoro del personale tecnicoamministrativo dell’Università e nel rispetto del limite annuale riservato alle assemblee del personale». Tutto regolare anche per il candidato sindaco Rotundo, che vede la sua iniziativa come una salutare necessità. «Confrontarsi con l’Università e con chi vi opera e vi studia per attingere idee, progetti è stato sin dall’inizio una delle mie priorità», ha risposto, invitando gli avversari del centrodestra a fare altrettanto. All’Università di Lecce, in nome del sapere, si può.

di Antonino Ulizzi

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