Ecco perchè la Brambilla è come i Backstreet Boys
Ottobre 2, 2007
Backstreet Boys, N’Sync, Five, Take That (scusate la scarsa cultura in campo di boyband), cosa hanno in comune con Michela Vittoria Brambilla? Probabilmente il fatto di essere creature nate a tavolino, o comunque scaturite da brainstorming di pool creativi particolarmente prolifici. Prodotti comunicativi, volti a catturare l’attenzione di un’utenza quantomeno allargata ed eterogenea.
Come nei gruppi citati pocanzi, c’era un misto di culture, di stili, di personalità. Così dicasi anche per i comportamenti della vittoriona nazionale. Nelle boyband c’è il bello e impossibile che ruba i cuori delle teenagers, c’è il trascinatore magari meno belloccio che piace a quelle più impegnate (“come il cicciobomo dei thake that” citazione dotta), c’è il tenebroso che si aggiudica le simpatie delle più grandicelle e l’etnico che spicca per contrasto seguendo la legge del politically correct…Con la Barambilla è un po’ lo stesso. I diversi aspetti peculiari di ogni componente del gruppo si fondono nei comportamenti variegati e eterogenei della rossa creando una bomba al napal talmente potente da bucare lo schermo e attanagliare i media tutti.
- Ha la calza autoreggente che piace al voyeurista televisivo che magari rinnega striscia e le veline, ma poi sbircia la coscia a porta a porta e l’animo da voyeur ha subito un sussulto.
- È protagonista di quadretti agresti nei quali si vede attorniata da cani vogliosi di Pal e affetto, caprette brucanti erba padana, cavalli golosi e stormi di volatili in cerca del loro S Francesco. In questo modo fa la felicità delle famiglie perchè, si sa, “chi non ama le bestie non ama nemmeno i cristiani”.
- Il passato da indossatrice e da finalista di Miss Italia, fanno tanto venire in mente la carriera del mondo dell’intrattenimento vissuta in prima persona da suo mentore e pigmallione, che alla scalinata di Salsomaggiore preferiva però i palchi delle navi.
- Il piglio da imprenditrice sull’asse azienda-giornale-televisione-circoli piace al meneghino dal roboante cayenne che già la immagina in lacci e cuoio pronta a raddrizzargli la fabbrichetta senza bisogno della pillolina blu.
- Infine le imitazioni imperversanti sulle tv nazionali (non una ma una, due e tre) fanno capire che il fenomeno mediatico è una realtà nostrana e seguono il filone del “parlare bene o parlare male, è sempre pubblicità”.
Insomma tutti uniti nel nome della girlband mono-elemento di Vittoria Brambilla
Pubblicato da Lorenzo Grossini
Volete vedere come funziona la politica americana? Cosa succede veramente a Washington? A chi vanno i soldi della finanziaria a stelle e strisce dello zio Sam? Bè guardate 
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Molto interessante l’articolo apparso
Oggi L’Indipendente online ripropone l’intervista di Antonio Galdo con Ezio Mauro sul tema ”I moderati che vorrei”. Il giornale di domenica è andato esaurito e il direttore ha deciso di ripubblicare sul numero di ieri il primo degli incontri previsti con una serie di personaggi dell’establishment culturale, economico e finanziario della sinistra che parlano, appunto, del futuro dei moderati in Italia. Ezio Mauro, dialogando con Galdo, è andato giù pesante con le sue pagelle. A destra, come a sinistra. Oggi anche i visitatori del sito possono scaricare la versione elettronica dell’intervista. Eccone un piccolo estratto. Per leggere la versione integrale andate 
















































