La nuova sfida: tutto il mondo senza pc per un giorno

Febbraio 28, 2007

Puoi sopravvivere per un giorno senza il tuo computer? Questa è la domanda che viene posta non appena ci si collega al sito shutdownday.org. Ovvero: il “giorno dello spegnimento”. E per rispondere, visto che i fatti contano più delle parole, non bisogna fare altro che lasciare spento il proprio pc in data 24 marzo 2007. Niente internet, niente email, niente chat per ventiquattro ore. La rete dovrà tacere per quelli che vogliono prendere parte all’iniziativa. L’idea è venuta a due ragazzi canadesi, Denis Bystrov e Michael Taylor, e il loro scopo è quello di vedere quanto l’utilizzo del computer abbia inciso sul nostro stile di vita e sugli usi e costumi della nostra società. Riscoprire tutto ciò che di bello c’è oltre ai 19 pollici del nostro pc, ma anche farci capire quanto il mezzo tecnologico sia entrato nel nostro dna. «Certamente non potrei, né vorrei, vivere senza il mio computer – queste le parole di Taylor che si leggono sul suo sito – ma molte volte mi capita di usarlo per chattare con gli amici, invece di incontrarli di persona. Ci sono poi molti genitori che non passano abbastanza tempo coi propri figli perché sono troppo impegnati a perdere tempo dietro a una tastiera». Tutti quelli che pensano di fare i furbi utilizzando palmari o smartphone per collegarsi a internet rimarranno delusi visto che il regolamento parla chiaro: l’uso del cellulare è consentito soltanto per organizzare le attività da svolgere durante lo spegnimento degli hard disk. Attualmente quasi ventimila persone hanno aderito al progetto, ma c’è anche un manipolo di tremila internetdipendenti che ha già affermato di non farcela a separarsi dal fido computer. C’è da dire che il giorno scelto per lo spegnimento globale rende il compito più semplice. Si tratta, infatti, di un sabato: una Quaresima facile facile, insomma. Chi potrebbe mai astenersi dall’uso del pc durante la settimana lavorativa? Nel weekend tutto cambia e la cosa sembra possibile. Come rinunciare alla settimana bianca d’estate o al mare d’inverno.

di Lorenzo Grossini dall’Indipendente del 28 febbraio 2007

altri usi del pc? Date un’occhiata al video qui sotto


I moderati che vorrei - primo appuntamento - Ezio Mauro

Febbraio 14, 2007

Oggi L’Indipendente online ripropone l’intervista di Antonio Galdo con Ezio Mauro sul tema ”I moderati che vorrei”. Il giornale di domenica è andato esaurito e il direttore ha deciso di ripubblicare sul numero di ieri il primo degli incontri previsti con una serie di personaggi dell’establishment culturale, economico e finanziario della sinistra che parlano, appunto, del futuro dei moderati in Italia. Ezio Mauro, dialogando con Galdo, è andato giù pesante con le sue pagelle. A destra, come a sinistra. Oggi anche i visitatori del sito possono scaricare la versione elettronica dell’intervista. Eccone un piccolo estratto. Per leggere la versione integrale andate qui

 

 

Silvio Berlusconi
Avrebbe potuto conquistare l’immortalità, e ha gettato via l’occasione. Credo che Berlusconi sia consapevole di un fatto: in Italia manca una moderna cultura politica conservatrice. Aveva i mezzi, da quelli finanziari, ai voti al consenso di massa; e la macchina, dall’azienda editoriale al partito passando per la rappresentanza parlamentare e negli enti locali. Insomma: aveva tutto per provarci e riuscirci. E finora non lo ha fatto

 

Umberto Bossi
È diventato finalmente un uomo saggio, forse perchè è stato toccato profondamente dalla malattia. Ma la Lega ha ormai un’anima che prescinde dal suo leader. E in quest’anima ci sono tratti di modernità chiusa, spaventata, del disorientamento popolare di fronte alla globalizzazione, all’emigrazione, al cambiamento

 

Pier Ferdinando Casini.
È un moderato che ha rotto gli ancoraggi e naviga in mare aperto. Ha due possibilità: la prima è che riesca a rinegoziare il suo ruolo nel centrodestra, non più suddito ma concorrente alla leadership per il dopo Berlusconi, quando ci sarà anche uno smottamento dell’elettorato di Forza Italia. La seconda possibilità è che Casini e il suo partito diventino un pezzo del futuro centrosinistra. La considero una possibilità solo teorica: ma, ripeto, Casini sta navigando davvero in mare aperto.

 

Gianfranco Fini
È più avanti del suo partito. E questo è un problema serio, anche per lui. Sta provando a diventare un moderato moderno: l’ancoraggio che sta tentando nel partito popolare europeo è una scelta strategica intelligente. Se può diventare il capo dei moderati italiani? No. Non può.

 

Marcello Pera
Ha dimenticato tutti i geni liberali della sua vita precedente

 

Beppe Pisanu e Claudio Scajola
Ogni tanto si ricordano di avere qualche gene democristiano

 

Giulio Tremonti
Unisce l’alto e il basso, il moderno e lo spaventato in provocazioni che ricordano talvolta Pim Fortuyn

 

 

Partito Democratico
Senza il Partito democratico, che aspettiamo da almeno un decennio, la sinistra italiana va diritta al suicidio politico, consegnando l’Italia alla destra per molti anni. Pensa, a proposito dei moderati oggi schierati con il centrosinistra, che cosa potrebbe accadere se dovesse fallire il progetto del Partito democratico…

 

Massimo D’Alema
È il più professionista

 

Piero Fassino
È il più generoso

 

Romano Prodi
Prodi un posto ce l’ha già, e ci è arrivato - non dimentichiamolo - per aver vinto due volte le elezioni, battendo per due volte Berlusconi. Deve rimanere lì fino all’ultimo minuto dell’ultimo giorno della legislatura.

 

Francesco Rutelli
È il più “americano”

 

Walter Veltroni
È il più disponibile a codici e linguaggi nuovi.

 


I moderati che vorrei - Intervista a Ezio Mauro

Febbraio 12, 2007

Ezio MauroEzio Mauro, nell’intervista - la prima della serie “I moderati che vorrei” - rilasciata all’Indipendente delle Idee, sostiene che in Italia e in Europa, l’unica strada è quella di un bipolarismo maturo, e che Berlusconi potrebbe conquistarsi l’immortalità facendosi promotore di una moderna cultura conservatrice. Cosa ne pensate?

potrete leggere la versione integrale dell’intervista mercoledì online e su L’Indipendente di martedì 13 febbraio

AGGIORNAMENTO: è possibile scaricare qui la versione integrale dell’intervista


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Febbraio 8, 2007

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