Può un principe dell’ateneo diventare re? Forse. Sicuramente ci sta provando Guido Fabiani, rettore di Roma Tre. Mentre secondo una ricerca svolta da Studenti-Magazine, per il 92 per cento degli intervistati, i professori universitari sono troppo vecchi, il rettore di Roma Tre sta provando a modificare lo statuto dell’ateneo romano per continuare a governare. Fabiani, professore noto per la sua vicinanza ai Ds, ha governato per tre mandati il secondo (per importanza) ateneo della Capitale ottenendo ampia visibilità. Ma non è stato premiato dalla politica e non ha ottenuto, come tanti altri suoi colleghi, posti di sottogoverno. E allora prova a mettere radici e a consolidare il suo potere accademico: vuole rifare, a dispetto delle attuali norme, il rettore per la quarta volta. Il Senato accademico da pochi giorni ha approvato con 26 voti favorevoli e 20 contrari la costituzione di una commissione che dovrà redigere il nuovo statuto e cambiare la norma sull’eleggibilità. Abolendo così ogni limite di mandato sia per lui, che per qualsiasi altra carica. Unica arma che sono riusciti ad ottenere i deboli oppositori è stata quella che la modifica dello statuto dovrà avere una maggioranza qualificata. E allora il principe Fabiani riuscirà a far diventare il suo regno a vita? «Speriamo di no – spiega un ricercatore che, visto il clima nell’ateneo, prega L’Indipendente di restare anonimo – perché le nostre università sono già sufficientemente piene di vecchi baroni. Con età medie che fanno ridere i colleghi di tutto il mondo e rabbrividire i demografi». Fabiani la spunterà alla fine? «È difficile prevederlo – prosegue il ricercatore – il mercato degli acquisti è aperto e certamente chi ha il potere in mano è più potente di chi si oppone. Oltretutto a noi giovani, nell’università e non solo, nessuno ci tutela. Soprattutto se non siamo figli di baroni o di qualcuno importante».
di Vasco Pirri Ardizzone


















































Luglio 16, 2007 alle 11:41 pm |
e ci sono stati sviluppi….
Luglio 17, 2007 alle 9:22 am |
Quali sono stati gli sviluppi? Siamo tutti curiosi di conoscerli
Luglio 21, 2007 alle 8:24 am |
“Personalmente sento molto anche la necessità di favorire il coinvolgimento di forze nuove – uomini e donne – nell’elaborazione delle politiche dell’Ateneo, ferme rimanendo le responsabilità di governo e di gestione. Credo infatti che vada stimolata la nascita di una nuova ‘generazione di governo’ di questa Università.”
Guido Fabiani, inaugurazione anno accademico 2002/2003
Luglio 21, 2007 alle 8:24 am |
“E allora, invece di pronunciare dei no, vorrei provare a proporre dei sì. E quindi, per quanto mi riguarda, sì:
[...] alla definizione di poche e chiare regole sulla governance delle università, per precisare le responsabilità dell’autonomia istituendo gli indispensabili riferimenti di sistema, eliminando i pesanti condizionamenti dirigistici attuali, ma senza indulgere a inappropriate tentazioni privatistiche….”
Guido Fabiani, articolo sul Riformista del 9/4/2005
Luglio 25, 2007 alle 2:37 pm |
[...] la decisione del magnifico rettore dell’università RomaTre Guido Fabiani (del quale ci siamo già occupati in precedenza )di modificare lo statuto dell’ateneo per eternarsi al vertice dell’ateneo ha lasciato dietro [...]
Luglio 25, 2007 alle 9:14 pm |
Roma tre è una merda. Dovrebbe cominciare a porre i livelli dei corsi (e degli appelli di esame) al pari degli altri atenei. Basta con le lauree ‘a buon mercato’ per convincere ad iscriversi chi possiede minor preparazione, capacità o voglia di studiare.
Capisco la voglia di espandere la propria popolazione studentesca, ma ormai sono passati anni, ed ancora RomaTre rimane l’ateneo con la più bassa qualità dei corsi, e con l’arrivo del Nuovo Ordinamento Didattico, con i più alti valori di crediti assegnati per esame.
Altro che ‘il secondo (per importanza) ateneo della Capitale’: è una vergogna istituzionalizzata.
Ottobre 5, 2009 alle 8:52 am |
А если посмотреть на это с другой точки зрения то не все так гладко получается