L’attore è un istrione. Ma è gradevole se la dose dell’istrionismo non supera la linea, subdola come tutti i confini, della patologia. Gianfranco Funari è certamente da lodare per la tenacia con cui ha atteso il rientro nella tivù che conta. Ma è da compatire – detto con affetto per il suo nevrotico declino – non tanto per lo share deludente (17 per cento), quanto per la pervicacia con cui pensa di essere un tribuno d’eccellenza. L’egocentrismo da borgata gli ha segato lo scranno. Certuni usano il tono da grandi senza accorgersi di essere di bassa statura. Ma non è tutta colpa sua. L’autore dei testi, Diego Cugia, gli ha fornito un testo (I mediocri) senza dubbio pregevole: peccato che fosse già stato recitato da un altro nel ‘99. Uguale. Non sono scherzi da fare a un anziano.
(P.M.)


















































Maggio 7, 2007 alle 8:29 pm
Lorezzo, vado OFF-TOPIC ma visto che siete “in zona” occupatevi di questo, almeno voi.
Maggio 8, 2007 alle 11:00 am
Grazie della segnalazione, davvero interessante. Vediamo che si può fare, visto che l’argomento ci sta a cuore
Maggio 10, 2007 alle 9:01 am
La segnalazione non è caduta nel vuoto. Sul giornale di oggi abbiamo fatto un pezzo sulla questione da te consigliata, a breve un post con l’articolo