L’appello del Ministero dell’Istruzione alla semplificazione dell’offerta è rimasto inascoltato. Gli Atenei italiani continuano ad espandere lezioni e sedi in tutto il territorio nazionale. Allo stato attuale sono attivi infatti trentasette corsi universitari frequentati da un singolo studente. Un solo allievo per ognuna di queste baby facoltà. Non solo. Hanno due frequentanti altri dieci corsi, e ce ne sono altrettanti in cui rispondono all’appello tre persone, fino ad arrivare a un totale di 323 università bonsai frequentate al massimo da quindici studenti. Considerato che sono finanziate dallo Stato, un gran bello spreco di risorse. E fantasia. Perché la smisurata proliferazione dei corsi universitari, balzati dai 2444 del duemila ai circa 6300 di oggi ha prodotto discipline bizzarre e situazioni spesso imbarazzanti. È il caso di un giovane di Forlì: frequenta Scienze della mediazione linguistica, ma essendo l’unico iscritto non ha molto modo di fare pratica. C’è poi lo studente coraggioso di Rende, che frequenta Ingegneria industriale senza il conforto di altri colleghi con cui scambiare appunti, e il giovane di Camerino, l’unico ad alzare la mano all’appello del mattino presso la locale facoltà di Scienze e tecnologie farmaceutiche. Ma anche se i ragazzi non vanno in Facoltà, è la Facoltà a raggiungere i ragazzi. L’ Università “La Sapienza” di Roma ha da poco tagliato il traguardo delle duecento sedi. Nelle quali sono stati dirottati 341 corsi in cerca di allievo. Dall’infermieristica a Bracciano a logopedia ad Ariccia, dalle tecniche di laboratorio biomedico a Pozzilli all’architettura degli interni a Pomezia. Tra professori ordinari, assistenti e ricercatori si parla di cinquemila docenti a stipendio. La stessa che ha generatoall’Università di Firenze corsi di “giurisprudenza italo-spagnola”, “produzione di arte tessile” e “operazioni di pace”, mentre Ingegneria è passata dai 3 corsi del1998, agli attuali 26 tra primo e secondo livello. Una moltiplicazione delle cattedre che ha permesso ad alcuni professori di ruolo di ottenere fino a dieci stipendi: uno per ogni corso, tenuti in realtà da più comodi assistenti.
Hai avuto brutte esperienze con l’università, cose che non ti quadrano, fregature, cose che ti fanno rabbia? mandaci una mail


















































Aprile 20, 2007 alle 3:20 pm
Per piacere, è possibile avere la fonte di questi dati?
Aprile 20, 2007 alle 3:53 pm
Si tratta dell’ultimo rapporto MIUR
Aprile 21, 2007 alle 2:29 am
Bisognerebbe prendersela con la Moratti al riguardo.
Aprile 22, 2007 alle 1:59 pm
@IlPizzino: a dire il vero, la riforma a Y proposta dalla Moratti non è andata a buon fine se non per i tagli. La variante 3+2 era attiva già da qualche anno.
Aprile 26, 2007 alle 12:13 pm
E’ vero l’iniziativa fu di Berlinguer, ma non nascondiamo che fu la Moratti a volerla, almeno nel segno della continuità. Si sono volute moltiplicare le cattedre, è molto semplice.